Comprensorio Fénis Saint-Marcel Charvensod Brissogne Pollein Gressan Jovençan Aosta Nus Quart Saint-Christophe
© 2007 Aiat Aosta-Plaine - Piazza Chanoux 45 I 11100 Aosta - Telefono +39016533352 - Fax +39016540532 - P.IVA 01027380078
Benvenuto, sabato 17 maggio 2008 - 03.11
Castello di Fénis

All'estrema appendice sud-occidentale di una ridente sequenza di prati, ecco il castello di Fénis, che occupa quella che non sembrerebbe essere la collocazione ideale per una fortezza.

La sua nascita e le prime fasi di sviluppo continuano a essere sconosciute e ignoriamo la storia del maniero sin oltre il 1200. Le prime citazioni del castrum Fenitii risalgono infatti all’inizio del XIII secolo e la struttura faceva già parte del patrimonio della famiglia dei visconti di Aosta.

Le fonti attribuiscono la "costruzione" del castello, così come lo si vede oggi, ad Aimone di Challant. Sicuramente, il periodo che va dal 1320 al 1420, è stato determinante per l'edificio, che assunse gradualmente in quell’epoca un assetto quasi definitivo.

Completamente diverso doveva essere l'interno del castello. Entrando dal duplice portale alloggiato al piano terreno della torre prismatica orientale, il visitatore doveva accedere a un unico cortile di dimensioni più che doppie di quelle attuali. Questo cortile doveva essere fiancheggiato da due lunghi edifici.

In anni imprecisati, ma successivi di almeno un ventennio rispetto al primo intervento, Aimone ordinò una seconda campagna di trasformazioni.

Bonifacio I di Challant, figlio di Aimone, diede vita a un'ulteriore tappa nello sviluppo del castello. Gli interventi consistettero in un riallineamento di tutti i livelli orizzontali interni e nella realizzazione, accanto al castrum, di "viridarium", "hortus" e "vinea domini", con la costituzione di un articolato sistema residenziale, produttivo (nel senso agricolo del termine) e di rappresentanza.

Terminata, poco dopo il 1395, la campagna costruttiva, Bonifacio di Challant non pose oltre mano alla struttura se non bel abbellirla. Egli ordinò infatti i cicli di affreschi che ricoprono le pareti del cortile e della cappella.

Dopo la morte di Bonifacio I le fortune del ramo della famiglia Challant si ridussero considerevolmente e, in relazione al maniero, possiamo affermare che le generazioni che si susseguirono effettuarono interventi minimi sulla struttura e i decori.

Questa stasi fu seguita, a partire dal XVIII secolo, da una vera e propria fase di degrado.

Alla morte di Antonio Gaspare Felice, nel 1705, Fénis passò al ramo cadetto degli Challant Châtillon, in particolare a Giorgio Francesco il quale, oberato dai debiti, lo vendette, nel 1716, ai Saluzzo Paesana. Questi ne mantennero la proprietà (senza peraltro utilizzarlo se non come casa colonica) fino al 23 maggio 1798, giorno in cui fu acquistato da Pietro Gaspare Ansermin. Nel 1863, i suoi eredi lo vendettero a Michele Baldassarre Rosset, di Quart. Il 3 settembre 1895, il terzogenito di questi, Giuseppe, lo vendette allo Stato italiano.

La struttura era ridotta in uno stato deplorevole: pavimenti e soffitti erano pericolanti o del tutto scomparsi; fatiscenti i tetti; crollate diverse tratte delle cinte murarie e almeno una torre, quella adiacente all'ingresso esterno.

L'acquisto del castello da parte dello Stato italiano fu l'atto conclusivo di una lunga riscoperta.

Nell'agosto 1865, Alfredo d'Andrade, giovane aspirante pittore portoghese da poco stabilitosi in Piemonte, arrivò a Fénis. Il suo ruolo fu, fondamentale nella riscoperta e soprattutto nel salvataggio del castello, poiché lo utilizzò come ispirazione per la realizzazione del "castello medievale" da costruirsi per l'esposizione di Torino del 1884 ma, soprattutto, nella sua veste di Direttore dell’Ufficio per la conservazione dei monumenti, sollecitò lo Stato all’acquisizione della struttura e ne ottenne la gestione. Iniziò con l’impostarne il recupero fisico e statico. Le prime operazioni furono di messa in sicurezza e sistemazione delle infrastrutture che sarebbero poi state necessarie ai lavori successivi: rifacimento dei solai, alla realizzazione di nuovi serramenti, al consolidamento delle cinte murarie esterne.

La scelta di fondo, imposta dalle scarse disponibilità economiche, era di effettuare piccoli interventi in rapporto alle più immediate esigenze di conservazione.

A metà circa degli oltre vent’anni di lavoro, D’Andrade, per raggiunti limiti di età, passò la mano a Seglie, che completò gli interventi nel 1920.

A partire dal 1935 prese avvio una nuova campagna di restauro, condotta da De Vecchi-Mesturino. A questa fase risale anche il riarredo del castello, funzionale alla realizzazione del Museo del Mobile.

La struttura è oggi di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

La struttura è visitabile tutto l’anno. L'ingresso è consentito a un massimo di 25 persone per ogni turno di visita (ogni mezz'ora).

Dal 16 marzo al 30 giugno e dal 1° al 30 settembre, l’orario di apertura è dalle 9 alle 18.30.

Dal 1° luglio al 31 agosto, l’orario è dalle 9 alle 19.30

Dal 1° ottobre al 28 febbraio, l’orario è dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.30 (chiuso il martedì). In questo periodo, la domenica e nei giorni festivi, l’orario cambia ed è dalle 10 alle 12 e dalle 13,30 alle 17,30.

La prevendita biglietti avviene al castello durante l’intera giornata, a partire dall'ora di apertura e fino al completamento dei turni.

Il biglietto d’ingresso costa 5 euro. Comitive di almeno 30 persone paganti, militari in divisa e studenti universitari dispongono di un biglietto scontato a 3,50 euro. Ingresso gratuito per le persone che abbiano compiuto 65 anni, per i minorenni e le scolaresche.

Per ulteriori informazioni telefonare allo 0165 764263.

 

Link:

http://www.comune.fenis.ao.it/turismo/castello_i.asp

http://www.regione.vda.it/turismo/newvisualizza_i.asp?pk=386&nomesch=sch_localita&ts=localita

http://www.regione.vda.it/turismo/chateaux_plus_i.asp

 

© 2007 Aiat Aosta-Plaine - Piazza Chanoux 45 I 11100 Aosta - Telefono +39016533352 - Fax +39016540532 - P.IVA 01027380078