| Tradizioni e cultura |
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Vorrei scoprire … Una montagna di tradizioni e cultura, è proprio il caso di dirlo! Nel Cuore della Valle d’Aosta, ogni stagione si colora di eventi e manifestazioni particolari, usi e costumi di un tempo, ripercorsi con fedeltà e amore. Da cosa partiamo? Senza dubbio dall’appuntamento più antico: la millenaria Fiera di Sant’Orso che, ogni anno, il 30 e 31 gennaio, propone alle migliaia di visitatori il meglio della produzione artigianale valdostana. Le vie del centro storico di Aosta si riempiono di bancarelle espositive sulle quali il legno, la pietra ollare, il ferro battuto, la canapa, la lana e la ceramica sono protagoniste. Nata come fiera agricola (appuntamento che preludeva alla primavera e all’avvio della stagione agricola), continua a proporre attrezzi rigorosamente realizzati a mano ma, a partire da fine Ottocento, ha aperto spazi sempre maggiori alla produzione artigianale che non esitiamo a definire artistica. Nel solco della tradizione anche i Carnevali. A Nus, Sorreley di Saint-Christophe e Saint-Martin-de-Colréans di Aosta lo spirito carnascialesco si mescola alla storia, in manifestazioni dove la risata e lo scherzo regnano, non dimentiche del passato secolare. A questo stesso passato si legano anche il mantenimento delle tradizioni musicali e canore: numerosi sono i gruppi folkloristici (che propongono danze tradizionali e costumi ispirati all’abbigliamento nobile o rurale della Valle) e ancor più sono quelli corali, che coniugano le sonorità passate alle ispirazioni moderne. In una regione dal passato agropastorale, inevitabilmente l’uomo ha codificato un comportamento tipico della razza bovina autoctona: le mandrie valdostane individuano fra le proprie componenti la dominante (detta “reina”) attraverso confronti fisici ma incruenti. Ecco quindi il Concours régional Batailles de Reines che, ogni anno, in primavera, estate e autunno pone a confronto le bovine più forti di ogni allevamento. I concorsi eliminatori sono venti e selezionano le circa 200 bovine che, la terza domenica di ottobre, si confrontano nuovamente per designare le regine di prima, seconda e terza categoria. Sempre legata all’allevamento bovino è la festa della Désarpa: negli anni pari, il capoluogo regionale si pone al centro di una manifestazione che, comunque, si svolge spontaneamente in tutti i comuni della Valle: la festa della discesa dagli alpeggi. Per produrre la Fontina, formaggio grasso e aromatico, le bovine si spostano per cento giorni, in estate, negli alpeggi disseminati sulle vette. Al momento del ritorno alle stalle di fondovalle, gli allevatori e le loro bovine sfilano, meritandosi i saluti e gli applausi di coloro che si pongono lungo la strada per ammirare la regina delle corna e quella del latte di ogni alpeggio. La prima (la bovina dominante della mandria) si riconosce per l’abbellimento di fiori e nastri rossi detto “bosquet”; la seconda (la maggior produttrice di latte) è anch’essa incoronata, ma di bianco. |
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