| Saint-Marcel |
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Saint-Marcel è un Comune della Valle d'Aosta situato sulla destra orografica della Dora Baltea, a circa dodici chilometri dal capoluogo regionale. Il suo territorio è parzialmente adagiato sul vasto cono di deiezione, formato col passare dei secoli, dall'omonimo torrente e in parte costituito dai contrafforti dei monti che ne delimitano il confine. La zona più pianeggiante è situata lungo la Dora Baltea; segue poi un vasto ventaglio di terreno in leggero pendio, coltivato a prati, campi e orti e disseminato di case e villaggi, infine vi è la parte alta del Comune, chiamata anche "collina", costituita da un territorio che a Est si sviluppa in terrazzamenti variamente distanziati e oggetto di stanziamenti umani, mentre a Ovest si trasforma in un profondo solco in direzione Sud-Nord: il vallone tracciato dal torrente stesso. L'altitudine sul livello del mare varia da m. 530 lungo la Dora, a m. 625 dove è ubicata la parte considerata il centro del Paese; si sale poi repentinamente ai m. 1594 di località Les Druges, fino a raggiungere i m. 3357 della Punta della Grande Roise. StoriaLe ricerche archeologiche effettuate da alcuni amatori hanno portato alla scoperta di tracce della presenza dell'uomo primitivo nel comune di Saint-Marcel.Si tratta di incisioni rupestri (coppelle, segni cruciformi e antropomorfi), in località Seissogne e Réan, oltre a un castelliere (antico insediamento fortificato) risalente all'epoca della protostoria (bronzo e ferro), scoperto nel 1990 in località Tsampic, nella riserva di caccia. Un tempo, Saint-Marcel era noto per le attività estrattive che vi si svolgevano. La storia dello sfruttamento di questi giacimenti risale forse al tempo dei Romani, se non già all'epoca dei Salassi. Le miniere di Saint-Marcel furono molto probabilmente già conosciute e sfruttate sin dall'antichità. Purtroppo poche e frammentarie sono le notizie pervenuteci fino al XVI secolo. Esse si possono dedurre dalle investiture concesse dai Conti e Duchi di Savoia, da alcuni atti di divisione o da transazioni tra le diverse famiglie. Numerosi sono invece i documenti presso l'archivio del Castello di Chatillon che riguardano lo sfruttamento delle miniere nei secoli XVII e XVIII, mentre presso l'archivio di Stato di Torino è depositata una lunghissima relazione redatta nel 1756 dal Cav. Nicolis di Robilant nella quale sono contenute notizie sui luoghi e sulla storia della miniere della Valle d'Aosta. Dalle numerose miniere, ancora oggi visitate da ricercatori e studiosi, si estraevano minerali di manganese e di calcopirite. Nella fabbrica "Montecatini", situata lungo la S.S. 26 nei pressi della Dora Baltea, si svolsero delle lavorazioni di diversi minerali. Quando si parla di miniere in Valle d'Aosta, si pensa soprattutto a quelle di Cogne e di La Thuile, il cui sfruttamento ha dato origine alla principale industria valdostana: la Cogne. Tuttavia, dal punto di vista geologico-mineralogico, anche le miniere di Saint-Marcel hanno goduto di una certa importanza e notorietà. Situati nella parte alta del nostro Vallone, i giacimenti manganesiferi di Praborna (1900 metri di altitudine) e ferrosi fanno parte di un complesso minerario già conosciuto e sfruttato intensamente nei secoli passati. L'attività estrattiva cesso nel 1957; attualmente sono completamente abbandonati. Patrimonio architettonicoPer nulla trascurabile è l'aspetto storico di Saint-Marcel: vi si trovano segni dell'uomo primitivo, la casa del Vescovo Ferrandin che visse nel XIV secolo, un castello dei Signori Challant, costruzioni datate attorno al 1500-1600, la chiesa parrocchiale del XVI secolo, il Santuario di Plout… e ogni villaggio ci tramanda qualcosa di particolare.Il castello di Saint-Marcel fu costruito nel villaggio di Surpian ad opera di Giacomo di Challant del ramo di Aymavilles verso il 1500, ampliando l'originaria casa forte. Il castello di Saint-Marcel è inquadrabile nella rete di installazioni agricolo-militari, che permetteva di esercitare il controllo sul territorio del fondovalle. Agli albori del 1400, col cambiamento delle condizioni politiche dovute a scontri, complotti e alleanze tra le famiglie dei feudatari per esercitare la propria autorità sul territorio, avvenne la metamorfosi da "castello rurale-fortificato" a "castello rurale-residenza". Tale trasformazione avvenne tra il XV e il XVI secolo conferendogli l'aspetto attuale. ParrocchiaParticolarmente significativa, a Saint-Marcel, la presenza del santuario di Plout. La tradizione racconta che la nascita della devozione verso questo luogo, e in particolare verso la Madonna ("Notre Dame de Tout Pouvoir"), si perde nei tempi lontani.Esisteva una volta, tra i villaggi di Denchasaz e di Plout, una grande roccia formante una caverna nella sua parte bassa. In questa grotta era stata posta una piccola statua della Santa Vergine ("Notre Dame Des Ermites"). Gli abitanti di quei villaggi e chiunque transitasse in quel luogo portava rispetto alla statua, inginocchiandosi e chiedendo protezione e aiuto nella vita d'ogni giorno. All'incirca nel 1640, si narra che un muratore del posto, mentre stava lavorando alla costruzione di un tetto, non lontano dalla grotta, cadde e si ruppe una gamba. Pieno di devozione nella Vergine fece voto di erigere un oratorio in suo onore se fosse guarito. Infatti, ristabilitosi, il muratore accompì alla sua promessa e costruì un oratorio ospitante la statua della Signora "des Ermites". Da quel momento la devozione verso la Vergine non fece che crescere, portando a Plout tanti fedeli anche dai paesi limitrofi. Con il trascorrere degli anni l'azione corrosiva del tempo si fece sentire sulla struttura dell'oratorio, portando alla decisione, nel 1714, della costruzione di un nuovo edificio sacro, più grande. Il 14 settembre 1715, la Capella fu solennemente benedetta. Nel 1850, dopo una visita a Plout, Monsignor André Jourdain, Vescovo di Aosta, giudicando la Cappella insufficiente per contenere, soprattutto nei giorni della festa patronale, la folla di pellegrini provenienti da tutta la Diocesi, e considerando le cospicue offerte raccolte in tutti questi anni, decretò la costruzione di un nuovo edificio sacro più spazioso e accogliente. La benedizione della prima pietra avvenne il 6 novembre 1850 da parte dello stesso Vescovo.Il 14 settembre 1853, giorno della festa patronale, si poté inaugurare il Santuario attuale. GastronomiaIl terreno fertile, la diversità di altitudine e il clima particolare favoriscono la ricchezza e la varietà di vegetazione nota a tutti. Molto apprezzati sono gli ortaggi e la frutta qui coltivati, tra i quali le prelibate ciliegie e le castagne, il foraggio raccolto per il bestiame, le erbe profumate degli alpeggi dove trascorrono l'estate numerose mandrie di bovini, i frutti di bosco, gli alberi ad alto fusto dai quali si ricava gran quantità di legname.Divertimento, sport e tempo liberoC'è un solo piccolo lago nel territorio: è la perla d'acqua del Layet, incastonata tra i monti più alti del Vallone. In questo Vallone, che è un'oasi naturale ancora incontaminata, sono protette numerose specie di animali e di piante e fiori. Esso costituisce la meta di turisti in cerca di pace e tranquillità.L'area Pic-nic è situata in località Les Druges. Qui si viene a contatto con una bellissima vegetazione e si può ammirare un panorama suggestivo che spazia su tutte le cime più alte della Valle d'Aosta. Quest'area è attrezzata con 27 tavoli, panche, fontane, punti di cottura per la polenta e servizi igienici. L'area è custodita da maggio a settembre, ed è previsto un compenso di 10 euro per l'utilizzo tavolo. Curiosità: all'interno dell'area pic-nic vi sono alcuni esemplari della rarissima Linnaea Borealis. L'area di Les Iles è riserva naturale. L'importanza dell'area è dovuta al fatto che essa rappresenta uno dei pochi ambienti fluviali, della Dora Baltea dove le specie di uccelli migratori possono sostare. Nei suoi laghetti sono state infatti osservate oltre 130 specie diverse, molte delle quali nidificanti, e tra esse le più comuni sono gli ardeidi, gli anatidi, le folaghe. La storica presenza di allevamenti bovini e alpeggi è testimoniata dallo svolgimento di un’eliminatoria del Concours régional “Batailles de Reines”. |
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