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Quart
Il comune di Quart, ampio e soleggiato, riveste le caratteristiche ideali per un’agricoltura fiorente. Già alla fine del 1200, il prevosto della cattedrale di Aosta, Pierre de Quart, fu infatti l’ideatore e il realizzatore dell’importante acquedotto che, da Valpelline, trasporta l’acqua fino alla collina di Quart. Quest’opera garantisce tuttora, assieme ad altri canali realizzati nel tempo, l’approvvigionamento idrico a un territorio che ha conservato la sua identità rurale. Spetta infatti a Quart il primato di essere il comune valdostano con il maggior numero di bovini: oltre 1500, con 800 mucche da latte.
Quart occupa la parte orientale della vasta conca in cui, nel 25 a.C., fu fondata Augusta Pretoria, l’attuale Aosta.
A separare Quart dalla città romana vi sono - secondo le distanze dell’epoca - proprio quattro miglia. Da questo dato deriva il nome di Quart.
Malgrado la sua denominazione abbia un’evidente derivazione latina, il territorio di Quart risulta uno fra i primi a essere stato popolato in Valle d’Aosta e conserva reperti preistorici di grandissimo valore. Infatti, nei pressi del villaggio di Vollein, posto su di un terrazzo naturale ai margini orientali del comune, è stato individuato un insediamento umano risalente all’eneolitico, tra il terzo e il secondo millennio avanti Cristo. Il sito preistorico, collocato tra alcuni roccioni che dominano il fondovalle, è uno fra i più importanti dell’Italia settentrionale ed è stato oggetto di studi approfonditi.

Storia

La vastità del territorio di Quart - con le sue ricchezze naturali ideali per un’economia agricola - e la sua collocazione rappresentarono, nel medioevo, i fattori che ne fecero il centro di un enorme dominio feudale. Non sono note le origini della famiglia che, all’inizio del 1200, entrò in possesso della signoria di Quart. Conosciamo, invece, l’importanza di questa famiglia nella storia valdostana. Già signori della Porta di Sant’Orso, ad Aosta (nota attualmente come Porta Pretoria), essi controllavano il principale accesso alla città (senza dubbio una notevole fonte di reddito per i pedaggi riscossi) e risiedevano nella grande torre che troneggia sul lato nord della porta costruita dai romani. Jacques, primo signore di Quart, estese i possedimenti ereditati dal padre Simon fino a controllare l’intera Valpelline, Gignod,  Allein, Bosses, Sarre, Brissogne, Pollein e Charvensod, una parte di Aosta e l’importante signoria dell’Entremont, nel Vallese: una giurisdizione su oltre 500 chilometri quadrati, pari a circa un sesto dell’attuale territorio regionale. Centro amministrativo di questo enorme e ricco feudo, secondo in Valle d’Aosta solamente a quello degli Challant, divenne Quart e in particolare il suo castello, che proprio Jacques fece edificare e dal quale, ogni anno, si snoda il corteo del suggestivo carnevale storico. Isolato su un promontorio roccioso, il maniero fu costruito nella migliore posizione difensiva possibile. Circondato da dirupi e accessibile solamente attraversando un torrente impetuoso, il castello ha assunto progressivamente la sua attuale fisionomia e gli interventi realizzati nelle varie epoche lo hanno reso senza dubbio suggestivo. L’originaria architettura militare ha lasciato spazio a funzioni abitative e agricole, fondendo in più corpi questo complesso monumentale. Le trasformazioni più importanti furono realizzate dopo l’estinzione dei signori di Quart e proseguirono nel XVI secolo, con la creazione di ampie sale di rappresentanza, fino agli adattamenti a prevalente uso rurale, risalenti al secolo scorso. Oggi di proprietà dell’Amministrazione regionale, il complesso architettonico è stato restaurato. Accanto all’ingresso, l’ospite è accolto da un guardiano imponente e secolare: un acero campestre tutelato per la sua anzianità.

Patrimonio architettonico

A un altro signore della nobile famiglia, Jacques terzo, si deve lo sviluppo di Villefranche che, agli inizi del 1300, divenne sede di fiere e di mercati, oltre che di un tribunale. La borgata - oggi capoluogo del comune - fu allora racchiusa in una cinta muraria e assunse una certa importanza quale luogo obbligato di transito e, conseguentemente, di commercio. Durante le guerre del diciassettesimo secolo, Villefranche fu gravemente danneggiata e solamente nel secolo scorso riacquistò certo prestigio, quale sede amministrativa del mandamento di Quart. All’interno della borgata sono conservati i resti di una piccola ma interessante casaforte del quattrocento, una cappella costruita nel 1686 e una serie di caratteristici fabbricati, posti lungo la strada, secondo l’assetto urbano medievale.
La collina ha conservato gli esempi architettonici più interessanti. Case, camini, portali, particolari costruttivi e poi ancora fontanili e forni comunitari, vere opere d’arte del mondo contadino. Le stagioni scandiscono il ritmo della vita di questa comunità, nella quale la gente perpetua antichi riti: la vendemmia, la cottura del pane nero, la salita in alpeggio. D’altronde proprio da Quart ebbe origine la produzione della fontina, il cui nome comincia ad apparire sui documenti nel 1600. Secondo la tradizione il famoso formaggio, oggi prodotto in tutta la Valle d’Aosta, avrebbe cominciato a essere realizzato nell’alpeggio di Fontin, dal quale deriverebbe il suo nome.
Altre due testimonianze interessanti del passato di Quart, sono le torri di segnalazione di Chetoz, all’estremità orientale del territorio comunale, e di Ville-sur-Nus.
Un vero e proprio gioiello dell’architettura valdostana è la casaforte di Povil, oggi adibita a cascina. Sviluppatasi intorno a una torre già appartenente ai nobili di Quart, è stata realizzata in più fasi, dal duecento al quattrocento, con interventi successivi databili sino al seicento.
Tanta storia, ma anche modernità, connotata da un toponimo: Amérique è il nome del territorio di confine con Saint-Christophe, occupato da fabbricato industriali, artigianali e commerciali.

Parrocchia

Tra il verde dei prati emergono altri importanti testimonianze storiche del passato di Quart, come la chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio.  La prima documentazione storica sull’esistenza della parrocchia di Quart risale al 1150 e già allora la chiesa si trovava al Villair, dove nei primi anni del quindicesimo secolo fu completamente distrutta da un’alluvione di grandi proporzioni, che arrecò ingenti danni. L’attuale chiesa fu, quindi, edificata a poca distanza dalla precedente e fu presumibilmente completata nella prima metà del 1400. Il complesso è dominato dal bel campanile gotico in pietra, che ha conservato il suo aspetto originario. La chiesa ha, invece, conosciuto trasformazioni radicali tra la fine del XVI secolo e i primi anni del XVII secolo. Fu consacrata solamente nel 1662.
La posizione geografica, favorevole allo sfruttamento agricolo, garantisce anche quiete e tranquillità, caratteristiche indispensabili per la realizzazione di un monastero femminile di clausura: il più recente tra i tanti edifici religiosi realizzati in Valle d’Aosta. Il convento sorge isolato, in mezzo al verde della collina.

Cultura

Il primato relativo alla presenza di capi bovini si evidenza anche, in primavera, con la massiccia presenza all’eliminatoria del Concours régional “Batailles de Reines”.

Gastronomia

L’enogastronomia di Quart si basa sui prodotti locali: allevamenti bovini per la produzione di latte, formaggi e carne; tanti vigneti per la produzione di ottimo vino.
Divertimento, sport e tempo libero
Oltre ad ampi spazi per i giochi dei bimbi, Quart vanta anche un centro ippico d’eccellenza, dove la pratica dell’equitazione è consentita tutto l’anno, in spazi aperti e coperti. Numerosi i corsi di apprendimento, a qualsiasi livello.
 
 

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