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Il comune di Nus, situato nella media Valle sulla sinistra orografica della Dora Baltea, ha una superficie di 57 Kmq e conta oggi circa 2.600 abitanti. Il suo territorio si estende dai 499 m. della Dora Baltea ai 3.504 m. di quota della Becca de Luseney. Non v'è dubbio che Nus ha origini antiche: non mancano tracce di insediamenti dell'età del Bronzo-Ferro, nel vasto castelliere a valle della frazione Lignan di Saint-Barthelemy. StoriaIl nome di Nus è di derivazione romana e proviene da "ad nonum (ab Augusta) lapidem" che indicava la distanza in miglia romane (9) tra la "castra" di Aosta e la "mansio" stessa di Nus.Patrimonio architettonico Laterizi, monete e medaglie sono stati rinvenuti tra i resti del castello detto "di Pilato", di epoca romana. Il suo nome deriva da una leggenda secondo la quale il procuratore romano vi avrebbe soggiornato, ospite di un senatore suo amico, quale tappa del viaggio per raggiungere Vienne, nelle Gallie, dove era stato esiliato dall’imperatore Caligola. In realtà la struttura fu realizzata solamente nel XII secolo dai signori “de Nus” (a protezione del borgo e per il controllo dei traffici in transito) e fu distrutta, nel XV secolo, da un incendio. Essi procedettero quindi, nel 1595, a costruire un castello sulla collina, sulle rovine di un edificio precedene, del XIII secolo. E’ tuttora visibile (anche se non visitabile perché di proprietà privata). In alcuni documenti del XVII-XVIII secolo è descritto come dimora confortevole e ingentilita da giardini: sul cortile interno si affacciava un loggiato di cui si intravedono ancora oggi le tamponature. Vi era una grande sala di rappresentanza, detta “salle rouge”, forse identificabile con la sala affrescata, intorno al 1680, da scene mitologiche alternate a stemmi araldici dei signori di Nus. ParrocchiaL’esistenza della parrocchia di Nus è certa sin dall'anno 600 e, con ogni probabilità, l'edificio parrocchiale sorgeva già dove si trova attualmente. E’ dedicata a Sant’Ilario.Il territorio di Nus accoglie però una seconda parrocchia: quella di Saint-Barthélemy. La religiosità alpina trova poi la propria espressione nel santuario di Notre-Dame-des-Neiges, a Cunéy, posto a 2.656 metri ai piedi della Becca del Merlo. E’ il più alto santuario d'Europa. Prima della sua costruzione il luogo era frequentato per la presenza di una sorgente benedetta. Una leggenda narra che alcuni pastori, trovata nei pascoli di Cunéy una statua della Madonna, la portarono a Lignan per riporla nella chiesa, ma la statua ritornò miracolosamente al proprio luogo di origine, manifestando così il suo volere: lassù doveva essere costruito un luogo di culto. Nel 1656 fu deciso di edificarvi una cappella. L'edificio fu consacrato il 26 luglio 1659 e dedicato alla Madonna delle Nevi. Nel 1861 si decise di ricostruire il santuario che fu consacrato il 25 agosto del 1869. CulturaA Nus, la vita culturale è particolarmente vivace. Innanzitutto vi opera una corale, la "Chorale Neuventse", coro a cappella misto. Il ricco repertorio comprende canti della tradizione popolare locale, dell'area francofona d'oltralpe, oltre a canti inediti, di musica leggera, canti di diversa nazionalità oltre che di musica sacra. Il costume dei coristi è basato sulle ricerche compiute dal celebre pittore valdostano Italo Mus e ricalca quello indossato dalla borghesia di Nus nel XVII secolo, come costume da viaggio.La Banda Musicale “La Lyretta di Nus” è assai antica, poiché nacque nel 1894. Attualmente la Banda Musicale conta 78 elementi, molti dei quali approfondiscono la loro preparazione musicale presso l’Istituto Musicale regionale o presso altri conservatori nazionali. L’esistenza di ricche vestigia medievali non poteva non produrre un carnevale storico. Esso è gestito dal gruppo "Lo Storico di Nus". Personaggi principali ne sono la coppia di Seigneurs les Barons de Nus, contornati dai loro cortigiani e vassalli. Lo spirito carnascialesco non deve però indurre in errore: si ride e scherza ma ogni riferimento storico (costumi e musiche compresi) è frutto di una ricerca attenta e scrupolosa. Dal 25 al 28 aprile di ogni anno, il gruppo propone la rievocazione d'epoca "Les franchises de Nus". Durante questi giorni si rivive innanzitutto il cerimoniale religioso, con una Messa Solenne, al termine della quale si ripropone l'antica usanza del Recorderis, offrendo ai presenti tocchi di pane bianco e nero ricchi di noci, fichi e castagne. In seguito, una doppia fiaccolata raduna nella Sala Consiliare tutti gli ospiti convenuti, mentre araldi tamburi e clarine rendono omaggio ai Seigneurs dell'anno e li accompagnano con i dovuti onori lungo il borgo sino al municipio per il cerimoniale storico: i Seigneurs Les Barons de Nus Georges Philibert Marie e Paule Frnçoise Gonthéry sono ufficialmente presentati ad autorità regionali, comunali, storiche e religiose, civili e popolo tutto. Questa giornata di Cerimonie termina con il convivio storico, con tipico menu composto da piatti frutto di antica tradizione e allietato da danze da strada lungo il borgo. Si pone nel contesto della manifestazione e ha oltrepassato i confini valligiani la contesa calcistica del Torneo di Palla antica, originariamente gioco per bambini. Con una scopa di salice e frasche si deve condurre in porta un pallone di pezza. Il gioco a squadre composte da cinque elementi più un portiere attira il tifo e la simpatia per la sua semplicità. Nus, o meglio, Saint-Barthélemy, è infine sede di un celeberrimo osservatorio astronomico, per conoscere il quale vi rinviamo all’apposita sezione. GastronomiaPer una pausa di ristoro è indispensabile e, a Nus, non vi è che l’imbarazzo della scelta. Un appuntamento da non mancare, in primavera, è quello con la presentazione del Vien de Nus: vino novello al quale è dedicata una sagra.Divertimento, sport e tempo libero Sia il fondo valle sia la collina di Nus si prestano a belle e salutari passeggiate lungo i sentieri che si snodano tra il verde della boscaglia o accompagnano lo scorrere dei ruscelli, ma anche chi vuole provare l'ebbrezza dell'altitudine, della montagna o della salita più impegnativa, ha solo l'imbarazzo della scelta nel vasto comprensorio di Saint-Barthélemy. L'itinerario dell' "Alta Via n. 1 della Valle d'Aosta" che, partendo da Staffal, a monte di Gressoney-La-Trinité, giunge fino ad Entrèves, ai piedi del Monte Bianco, taglia tutte le valli secondarie sulla sinistra orografica della Valle d'Aosta e percorre naturalmente la parte alta del vallone di Saint-Barthélemy collegandola sia con la Valtournenche sia con la Valle di Bionaz. In inverno, i pendii alle spalle del villaggio di Lignan ospitano una sciovia che serve facili piste di discesa, particolarmente adatte ai bambini e a coloro che muovono i primi passi sugli sci. E’ però soprattutto l'appassionato dello sci di fondo che qui trova soddisfazione. Saint-Barthélemy è terra di campioni nel fondo e vanta una tradizione tra le più importanti nella specialità. Piste e percorsi dallo scenario spettacolare si addentrano tra radure e fitti boschi di conifere, lungo itinerari che non hanno nulla da invidiare a quelli della Scandinavia. Infine, per chi desidera qualcosa di diverso dal solito sci su piste battute ed avesse voglia di cimentarsi in percorsi alternativi, Saint-Barthélemy offre anche bellissimi tracciati per lo sci fuori pista e lo sci-alpinismo. In questi casi è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina o da un maestro e informarsi bene sulle condizioni meteorologiche. |
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